By | 28 Agosto 2019
Farmaci gastroprotettori

Avete presente i farmaci gastroprotettori? Spesso e volentieri, nel corso degli ultimi tempi, si discute sul fatto se siano effettivamente sicuri o meno. Ebbene, bisogna sottolineare come sia molto importante seguire le indicazioni del medico e qualche utile accorgimento nel momento in cui si utilizza questo tipo di farmaci.

A volte capita di dimenticare di assumere un determinato farmaco nel momento in cui si deve seguire una certa cura: la tecnologia può tornare certamente utile, visto che esistono numerose applicazioni che possono essere utilizzate proprio per controllare quotidianamente l’assunzione di un certo farmaco. E la tecnologia sta cambiando anche il modo di approcciarsi ad altri settori, come ad esempio è successo nel gioco d’azzardo. Giocare al casino online, ormai, permette di vivere un’esperienza di gioco che sembra non avere praticamente più limiti, senza nulla da invidiare ormai anche a quella dei casino dal vivo.

I farmaci gastroprotettori una delle categorie più utilizzate

Tra i medicinali maggiormente diffusi in commercio troviamo sicuramente i farmaci gastroprotettori. Infatti, gli inibitori della pompa protonica vengono largamente impiegati, ma sono criticati da più parti, visto che diversi addetti ai lavori sostengono che vadano a favorire lo sviluppo di alcune particolari malattie. Nel corso degli ultimi mesi, però, è stato portato a termine uno studio molto interessante, che mette in evidenza come questi prodotti siano sicuri, a patto di usarli nel modo corretto.

Nella classifica delle prescrizioni di farmaci in Italia, i gastroprotettori rivestono senz’altro un ruolo di primo piano, visto che seguono a ruota solamente quei farmaci legati al trattamento di patologie cardiovascolari e gli antipertensivi, così come i medicinali per la cura del colesterolo e gli antiaggreganti.

L’impiego degli inibitori della pompa protonica, però, sembra in leggero calo nel corso degli ultimi tempi e ci potrebbe essere anche una motivazione per spiegare tale tendenza. Infatti, sembra che si siano diffusi numerosi dubbi circa la loro sicurezza. Infatti, un buon numero di studi osservazionali ha rinvenuto un legame tra l’impiego cronico di tale tipologia di farmaci e un più alto rischio di affrontare problemi vari, tra cui anche ictus, morte prematura, demenza e diabete.

Nel corso degli ultimi mesi, però, è stato portato avanti un interessante quanto importante studio, che ha trovato poi spazio sulla rivista “Gastroenterology”, che pare proprio dissipare tutti questi dubbi sull’uso di tali farmaci. Il gruppo di ricercatori, infatti, ha condotto uno studio seguendo per un triennio circa 18 mila persone mentre stavano seguendo un trattamento a base di IPP o placebo, annotando qualsiasi tipo di evento o problematica avvenuta nella vita dei pazienti.

I risultati di questo nuovo e ampio studio

Ebbene, i risultati di questo nuovo studio sono davvero molto interessanti, soprattutto perché tendono a rendere meno preoccupanti i dati diffusi da alcune recenti ricerche sull’uso degli inibitori della pompa protonica. Infatti, solamente alcuni tipi di infezioni intestinali sono state identificati come più probabili, mentre non sono state rinvenute altre ricerche su quel determinato tema.

Una sperimentazione davvero molto ampia, che è stata realizzata proprio con l’intento di scoprire una potenziale connessione tra IPP e rischio di sviluppare alcune patologie. È chiaro che, però, gli studiosi hanno voluto mettere in evidenza anche come l’impiego di tali farmaci in modo corretto non presenta particolari effetti preoccupanti, ma il discorso cambia nel caso in cui l’impiego diventi cronico e assolutamente fuori controllo. Serve sempre adottare la massima prudenza per evitare spiacevoli conseguenze.

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